sabato 6 settembre 2014

WhatsApp, arriva la terza notifica per l'avvenuta lettura dei messaggi

Mentre l'acquisizione da parte di Facebook continua ad essere al centro delle attenzioni della Commissione Europea, che continua le proprie indagini prima di decidere se approvare o meno l'accordo, la celebre app di messaggistica istantanea WhatsApp prosegue dritta per la sua strada, continuando a crescere in tutto il mondo e aggiungendo nuove funzionalità.

Ebbene, dopo la recente conferma del traguardo di 600 milioni di utenti attivi ogni mese, nuove indiscrezioni sui futuri piani della società, rivelano che WhatsApp starebbe pensando di integrare una terza notifica durante l'invio dei messaggi, che informerebbe gli utenti dell'effettiva lettura da parte del destinatario.

Attualmente, infatti, gli utenti che utilizzano WhatsApp per inviare messaggi istantanei ad amici e conoscenti, vengono informati con una prima spunta dell'effettivo invio del messaggio e con una seconda che conferma la ricezione da parte del destinatario.

La terza notizia, che secondo fonti anonime spagnole dovrebbe venire presto integrata, servirebbe ad informare gli utenti quando il destinatario ha letto il messaggio, una novità che potrebbe rivelarsi utili soprattutto per comunicazioni importanti.

Al tempo stesso, tuttavia, potrebbe anche venire considerata da molti una eccessiva violazione della privacy, da chi soprattutto non vuole far sapere se ha effettivamente letto un determinato messaggio.

Per adesso si tratta tuttavia di indiscrezioni non confermate, ed è quindi necessario attendere prossimi aggiornamenti.

sabato 30 agosto 2014

Ultrapak, la batteria che carica smartphone e tablet in 15 minuti

Sul mercato non ha eguali e permette di dire addio una volta per tutte ai dispositivi scarichi.

Altro che Twilight, i vampiri siamo noi. Non chiediamo sangue, ma energia e stiamo diventando così ingordi di elettroni che non ci bastano mai. Tra smartphone, tablet, computer e macchinette fotografiche, basta muoversi un attimo da casa per andare in panico. Se dieci anni fa ci avessero detto che i telefoni del futuro sarebbero stati costantemente scarichi avremmo riso. E invece è ciò che accade ogni giorno.

La soluzione però c’è e si chiama batteria supplementare. Sul mercato ne esistono centinaia di modelli più o meno capienti o costosi ma hanno tutti un difetto: sono lenti. La velocità di ricarica è snervante e così siamo costretti ad andare in giro con il cellulare sempre attaccato alla batteria come fosse un catetere.

In realtà però una cura alla nostra ingordigia elettronica è arrivata. Non costa poca ma promette di eliminare tutti i problemi alla radice. Si chiama Ultrapak ed è una batteria che ricarica smartphone e tablet otto volte più velocemente delle concorrenti.

Tradotto in soldoni significa che potrai caricare completamente un iPhone 5S in 15 minuti, quando con lo stesso ammontare di tempo raggiungeresti solo il 9 per cento della carica usando il caricatore a muro. Questo grazie a una tecnologia proprietaria chiamata Ultra-X che elargisce 31,25 watt contro i 5 del caricatore a muro dell’iPhone, i 10 di quello del Galaxy S5 e i 12 watt dell’iPad, il dispositivo che ha uno dei caricatori più potenti sul mercato.

La batteria delle meraviglie al momento è disponibile in due taglie. La prima, chiamata Go, ha una capacità di 3mila mAh, abbastanza per caricare due volte un iPhone 5S, una volta il Galaxy S5 e un terzo dell’iPad Air. Il prezzo è di 59,99 dollari, circa 45 euro, e si può acquistare sul sito della casa produttrice, Unu La seconda, chiamata Tour, è più grande, 13,6 x 7 x 1,7 centimetri (contro 10 x 5,2 x 1,7), ma è anche più capiente. Raggiunge infatti i 10mila mAh, abbastanza per ricaricare più volte qualsiasi smartphone e per raddoppiare l’autonomia dei tablet e si carica completamente in 95 minuti. Il prezzo qui sale a 99,99 dollari, circa 74 euro. Il bello poi è che Ultrapak è ultraveloce anche nella ricarica di se stessa. A seconda del modello infatti ci mette 30 o 95 minuti. Che dire, davvero stupefacente.

domenica 3 agosto 2014

Febbre del meteo

Le previsioni  meteo ora  hanno un supporto  su decoder sat  dvb-s e dvb-s2  immagini  in tempo reale su piattaforma  eumetsat, a 10° est  è posssibile  ricevere immagini in diretta  in hd ,di cosa  succede sulle nostre  teste,un valido supporto a  chi legge  solo evoluzioni  elaborate al pc, per chi mastica inglese  puo' approffondire qui

venerdì 18 luglio 2014

Rai: un futuro nella telefonia mobile per Rai Way?


Ieri mattina, nella Sala degli Arazzi al piano terra di Viale Mazzini, il direttore generale della Rai Luigi Gubitosi ha condotto, di fronte a 80 tra avvocati d’affari, consulenti e super- banchieri, il management presentation per l’asset “in vendita” Rai Way che viaggia a vele spiegate verso la quotazione in borsa.

La Rai ha messo in mostra i propri dirigenti che pilotano la società delle torri di broadcasting, società che gestisce oltre 2300 stazioni «trasmittenti e ripetitrici», una rete di satelliti, due centri di controllo (a Roma e Milano) e vanta un utile netto di 11,8 milioni (nel 2013). Gli ospiti sono i registi della quotazione di Rai Way, attesa per questo novembre.

In sala, racconta Aldo Fontanarosa su La Repubblica, c’era Federico Imbert, amministratore delegato di Credit Suisse Italia, la banca che è global coordinator e anche joint book runner della quotazione. C’era anche l’amministratore delegato di Banca Imi in visita alla Rai, banca del gruppo Intesa Sanpaolo che è anch’esso Global coordinator e joint book runner della quotazione. Nella Sala degli Arazzi, si notano poi dirigenti di punta di Mediobanca (che è anche lei global coordinator). Dirigenti di punta di Citi e Bnp Paribas (altri book runner). Dirigenti di Leonardo (l’advisor). E grossi papaveri di grossi studi legali, come Bonelli Erede Pappalardo (che cura gli interessi di Rai Way) e Clifford Chance (delle banche).

Secondo Fontanarosa Rai Way potrebbe assumere un nuovo ruolo di operatore della telefonia mobile, oltre a quello tv. Sul piano tecnico la rete sarebbe già in grado di rispondere alla nuova missione. Già adesso, d’altra parte, le sue antenne danno ospitalità a operatori della telefonia mobile, anche per le sofisticate trasmissioni con tecnologia Lte. La strada verso la Borsa è ancora lunga. Il progetto andrà descritto, punto per punto, nel prospetto informativo che avrà bisogno del semaforo verde della Consob. Poi ci sarà la presentazione agli analisti, quindi la tournée per cercare investitori nel mondo. Il road show, in casi del genere, tocca Londra, Parigi, Francoforte, quindi gli Usa. Soprattutto il dg Gubitosi spera che per novembre si sia attenuato il vento gelido sui mercati che ha fatto due vittime illustri in queste ore: Rottapharm e Sisal, costrette a rinunciare alla quotazione.

martedì 15 luglio 2014

Facebook: l’antitrust europea indaga sull’acquisto di WhatsApp

Facebook finisce nel mirino dell’antitrust europea che vuole far luce sulla recente acquisizione di WhatsApp da 19 miliardi di dollari. Come riporta il Wall Street Journal, l’Unione Europea vuole vederci chiaro per capire quanto potrebbe pesare sulla concorrenza l’impatto della fusione tra la società di Mark Zuckerberg e l’app di messaggistica istantanea che conta più di 500 milioni di utenti.

Ecco così che dall Europea sarebbe partito un questionario, inviato a tutti i principali concorrenti di WhatsApp ovvero Telegram, Line, WeChat e Snapcha.

L’acquisizione di WhatsApp da parte di Facebook aveva suscitato reazioni non proprio positive e in Italia il Garante della Privacy ha espresso preoccupazione per il modo in cui verranno trattati i dati degli utenti.

Negli Stati Uniti la Federal Trade Commission (Ftc), l’ente governativo americano per la protezione dei consumatori, ha dato il via libera all’acquisizione a patto che entrambe le aziende rispettino le promesse fatte agli utenti di preservarne la privacy.

Google Maps si aggiorna consentendo di misurare le distanze tra più punti

Nel corso degli anni il gigante della tecnologia Google è riuscito ad accrescere la sua popolarità con la creazione di servizi disponibili in rete, di grande successo e molto utili per gli utenti, tra i quali spicca Google Maps, il servizio di mappe che da diverso tempo risulta essere persino l'applicazione mobile più utilizzata in tutto il mondo.

Grazie ai costanti aggiornamenti del colosso di Mountain View, Google Maps ha subito molteplici rinnovamenti che hanno permesso di migliorare l'esperienza di utilizzo da parte degli utenti. E in tal senso, un nuovo aggiornamento rilasciato per la versione desktop del servizio, permette finalmente di misurare le distanze tra più punti.

Fino ad oggi, infatti, Google Maps consentiva agli utenti di visualizzare le mappe, ricevere informazioni preziose sul percorso da scegliere per raggiungere una determinata destinazione nel più breve tempo e molto altro, ma effettivamente non era ancora possibile misurare le distanze tra due o più punti su di una mappa.

Con la nuova funzione integrata da Google, finalmente, gli utenti potranno fare anche questo.

Basterà semplicemente scegliere un punto sulla mappa, cliccare sul tasto destro del mouse, scegliere l'opzione Misura Distanza e scegliere un secondo punto. Fatto questo, in alto a sinistra, apparirà una finestra con la distanza tra i due punti scelti, in linea d'aria.

La funzione consente anche di misurare la distanza tra più di due punti.

mercoledì 9 luglio 2014

Ses Astra: Satellite tecnologia per il futuro, il DTT non è all'altezza


'Il futuro di internet sarà dominato dai video, con una richiesta di HD sempre, ovunque e su ogni dispositivo connesso'', ha dichiarato Karim Michel Sabbagh, CEO dell'operatore satellitare SES durante il Venice Digital. "Questo comporta una richiesta di capacità di banda senza precedenti", ha continuato Sabbagh. "Parliamo di oltre mille miliardi di Gigabytes (uno "Zettabye") entro il 2016. E man mano che i televisori Ultra HD si diffonderanno, questa richiesta aumenterà ancora. La domanda quindi è se i network e gli operatori del settore possono rispondere a questo sforzo garantendo una sostenibilità ambientale e un servizio omogeneo a tutti i cittadini".

Secondo il Presidente del colosso satellitare lussemburghese,

"il satellite è l'unica tecnologia al momento già pronta per questa nuova fase, grazie a una capacità di banda e un costo infrastrutturale che non ha pari e che gli garantisce un ruolo chiave nella costruzione di una nuova generazione di network in grado di vincere questa sfida".

All'evento in corso a Venezia, organizzato dalla Presidenza italiana del Consiglio Europeo, ha partecipato anche il Premier Matteo Renzi, che ha sostenuto la necessità di investire sull'innovazione tecnologica per creare nuovi posti di lavoro.

Anche Pietro Guerrieri, Direttore Generale di SES Astra Italia, si unisce alla dichiarazione di Sabbagh:

"A dieci anni dalla legge Gasparri, possiamo affermare con sicurezza che il digitale terrestre non è la tecnologia in grado di rispondere da sola e in maniera efficace all'enorme richiesta di banda che il futuro ci prospetta. Il satellite è la risposta più affidabile e può cooperare con tutte le altre soluzioni del mercato per vincere l'enorme sfida del futuro".

domenica 22 giugno 2014

Facebook utilizza la cronologia internet per pubblicità più mirate

Se tra un po’ di tempo, quindi, vedrete scorrere nella vostra bacheca spot di prodotti che avevate precedentemente cercato su internet, saprete che questa feature è stata attivata anche per il vostro account. Ad accompagnare questi cambiamenti, sono in arrivo però anche maggiori possibilità di controllo sugli spot che vedrete: accanto a ogni pubblicità sarà presente un menu espandibile per rimuovere un determinato brand dai vostri interessi. Quanto alla lettura delle vostre abitudini di navigazione, per disattivare questa funzione dovrete avere a che fare con la Digital Advertising Alliance.

Diritti Tv Serie A: è scontro totale tra Sky e Mediaset

E’ scontro totale tra Sky e Mediaset per i diritti tv Serie A. Nonostante la mediazione della Lega Calcio, l’asta va dritta verso i ricorsi in tribunale.

Da lunedì 23 giugno, giorno della prossima assemblea della Lega Serie A, cominceranno i lavori per sbrogliare la grana dell’assegnazione dei diritti tv per i campionati 2015-2018. Le riunioni tra i rappresentanti dei 20 club di Serie A potrebbero protrarsi per giorni data la complessità del problema.

L’asta da un lato ha fatto impennare del 30% il valore dei diritti rispetto al triennio precedente. Sky avrebbe superato tutta la concorrenza offrendo 355 e 420 milioni di euro per i pacchetti A e B, per trasmettere sul satellite e sul digitale terrestre le partite delle otto squadre più forti e popolari fra cui Juventus, Milan, Inter e una fra Napoli e Roma. Mentre Mediaset avrebbe presentato la busta più ricca da 306 milioni per l’esclusiva delle sfide fra le altre 12 squadre (pacchetto D), offerta vincolata però all’esito di un altro pacchetto.

La gara ha però generato uno scontro totale tra la tv di Rupert Murdoch e il Biscione: un intreccio di offerte tra piattaforme e pacchetti che difficilmente potrà essere districato senza l’intervento di avvocati ed esperti o addirittura di azioni legali. Dopo la recente sconfitta sui diritti per la Champions League 2015-2018, coinquistati con un’offerta monstre da Mediaset, Sky ha deciso di entrare di prepotenza nel mercato del digitale terrestre a pagamento, invadendo il campo che sino a ieri era territorio esclusivo del Biscione. Una mossa che provocato le proteste di Cologno Monzese e la minaccia di immediati ricorsi in caso di “assegnazione irregolare” dei diritti per satellite e digitale terrestre a un unico operatore, o a due operatori riconducibili allo stesso editore, dato che nell’asta si è inserita a sorpresa Fox Sports (controllata sempre da Murdoch).

Per questo motivo l’assemblea della Lega Calcio sarà tenuta aperta sino al 26 giugno. L’idea di base è quella di sotterrare l’ascia di guerra attraverso un’assegnazione con successivo scambio tra i due colossi nell’ambito di un’intesa più ampia che potrebbe riguardare anche la rinegoziazione delle partite di Champions League. Ma la recente notizia dell’accordo tra Sky e Telecom Italia per l’affitto di cinque canali sul digitale terrestre sulle frequenze di TIMB, da sfruttare per il lancio di nuovi canali a pagamento e per trasmettere la Serie A, dimostra che non tira assolutamente aria di armistizio.

La questione è delicata. Si rischia di far saltare l’assegnazione o ancora peggio di bloccarla per mesi. E come al solito c’è disaccordo tra le società della Lega A su un possibile sovvertimento dell’esito dell’asta. Sono tre i problemi principali di natura giuridica sui quali sono al lavoro avvocati ed esperti: 1) Sky può acquistare entrambi i pacchetti A e B (sat e dtt)?; 2) Sky e Fox sono da considerare un’unica azienda?; 3) l’offerta condizionata di Mediaset è valida? In via Rossellini (sede milanese della Lega Calcio), tra il rincorrersi di telefonate e incontri, viene data per quasi certa l’apertura di una serie di ricorsi da parte dell’operatore tv che si sentirà danneggiato dalla decisione finale. Sarà l’inizio di una nuova e lunga guerra tra i collosi della tv.

SKY sbarca sul digitale terrestre con 5 canali?

Sky sbarca anche sul digitale terrestre. Dopo aver invaso i cieli del Belpaese, il colosso pay che fa capo a Rupert Murdoch si appresterebbe ad arrivare in pompa magna sulla Terra, ovviamente con i contenuti che più tirano tra gli spettatori: le partite di calcio Serie A. A rivelarlo – la notizia non è ancora ufficiale – è stata Bloomberg, che ha svelato anche i dettagli di questa operazione, che dovrebbe prendere il via il prossimo ottobre 2014 (entro e non oltre giugno 2015).

Tutto è frutto di un accordo con Telecom Italia Media Broadcasting, possessore dei multiplex sul digitale terrestre, siglato a fine maggio scorso e dalla durata di 5/6 anni, mentre ad aprile le due aziende rivelarono una comunione di intenti per portare la pay tv guidata da Andrea Zappia sulla fibra di Telecom Italia, in questi mesi in fase di forte espansione, grazie ad una nuova piattaforma IP che dovrebbe debuttare a fine anno.

Si amplia dunque l’accordo, che prevederebbe l’arrivo di 5 canali di Sky sul digitale terrestre, in seguito alla probabile vittoria dell’asta per l’acquisto dei diritti di Serie A. In particolare, Sky – stando a Bloomberg – pare riesca ad accaparrarsi un pacchetto con 248 partite di 10 squadre per un totale di 775 milioni di euro, per una sola stagione. D’altro canto Mediaset si prenderebbe 132 partite di 12 squadre per un totale di 300 milioni di euro.

A dire il vero è un po’ presto per ipotizzare, ma c’è comunque il serio rischio che Sky riesca ad accaparrarsi tutto, sia su satellite che su digitale terrestre, sia direttamente che indirettamente con Fox, che opera indipendentemente ma rimane pur sempre al 100% di News Corporation.

martedì 3 giugno 2014

Galaxy S5 è superiore ad iPhone 5S per 25 motivi (VIDEO)

PhoneBuff ha realizzato un video nel quale vengono evidenziati 25 aspetti che rendono l’iPhone 5S migliore del Galaxy S5, ha inoltre realizzato un video per evidenziare 25 aspetti per i quali si può considerare il Galaxy S5 migliore dell’iPhone 5S.

Partendo da dati oggettivi, sono stati individuati 25 motivi per i quali è superiore l’iPhone 5S ed altri 25 che mostrano perché sia migliore il Galaxy S5. Analizzati i dati di fatto, il risultato è naturalmente soggettivo, perché dipende da quanto un fattore è, per ognuno, più importante rispetto ad un altro.

Nel primo video verrano mostrati i 25 motivi per i quali l’iPhone 5S è migliore, ad esempio il processore più potente, i materiali e le dimensioni, i video in slow motion, i 3 microfoni e tanti altri aspetti che non sempre vengono sottolineati, ma che in effetti andrebbero considerati:

 Nel secondo video invece trovate i 25 motivi che rendono il Galaxy S5 migliore dell’iPhone 5S.

Lo smartwatch di Microsoft funzionerà anche con Android e iOS

Emergono dettagli interessanti sull’orologio Microsoft. Misurerà la frequenza cardiaca costantemente, funzionerà con tutti gli smartphone e potrebbe arrivare già in estate.

Che Microsoft stesse lavorando a uno smartwatch ormai era praticamente certo. Intanto perché ormai tutti i nomi più importanti del settore hanno già in cantiere il loro wearable da polso e Redmond non può più farsi cogliere di sorpresa, ma anche per via di quel brevetto datato 2012 emerso a inizio maggio, che ritrae proprio un orologio intelligente dotato di funzionalità avanzate. Ora Forbes aggiunge un po’ di sostanza a quei disegni depositati due anni fa, rivelando caratteristiche fondamentali del nuovo smartwatch.

Fonti anonime confermano alla testata la presenza di un sensore ottico per misurare la frequenza cardiaca. La progettazione di questa componente è stata affidata al team che si è occupato di Kinect su Xbox, e a quanto pare sarà in grado di misurare il battito 24 ore su 24 anziché a richiesta come accade con gli smartwatch attuali. Aspetto e durata della batteria poi saranno simili a quelli del Galaxy Fit di Samsung, quindi un paio di giorni di utilizzo e schermo touch a colori rettangolare, poco più largo del cinturino, pensato per essere indossato all’interno del polso e visualizzare notifiche e messaggi al riparo da sguardi indiscreti.

A differenza del prodotto coreano però – e questa è forse la novità più succulenta – lo smartwatch Microsoft sarà compatibile con i tre maggiori sistemi operativi mobile, da Windows Phone ad Android passando anche per iOS. La mossa è solo apparentemente contraddittoria, ma ragionandoci è del tutto coerente con la strategia della nuova Microsoft: una compagnia di dispositivi e servizi, che da inseguitrice non può permettersi di snobbare gli utenti fedeli alle piattaforme avversarie – come accade, invece, nel caso dei Samsung Gear.

lunedì 26 maggio 2014

Tv a confronto, curvo o piatto?

Una vera rivoluzione copernicana: lo spessore del pannello è di pochi millimetri, il retro è in fibra di carbonio. I suoi LED organici non hanno bisogno di essere retroilluminati. Ogni pixel si accende e si spegne in modo indipendente, rendendo possibile quella che si credeva un’utopia: il nero assoluto. Ne conseguono un contrasto eccezionale e colori brillanti, nessuna scia e una luminosità costante lungo tutto lo schermo. In poche parole si vede tutto meglio, anche il più banale dei programmi tv, e se ne accorge persino tua suocera.
Punti deboli? La risoluzione, che non è 4K ma quella di un normale (si fa per dire) Full HD a un prezzo da 4k. Il 3D è di tipo passivo, con i pregi e i difetti che ne derivano: la luminosità è alta, ma la definizione verticale ne esce dimezzata. Il design è da premio e i tecnici giurano che il design curvo non è solo un vezzo, ma migliora realmente la qualità della visione: il centro e i lati dello schermo sono sempre alla stessa distanza dagli occhi e quindi a prova di distorsioni.
WIRED: Qualità d’immagine senza compromessi; alta efficienza energetica; nero che più nero non si può.
TIRED: La durata degli oled è ancora un’incognita per tutti; risoluzione Full HD.
Ha la certificazione Thx 4K, assegnata a quelle tv Ultra HD che superano una serie di test sulla qualità. Qualcuno la chiama Ultra HD, altri, Panasonic, 4K. Comunque sia, viva la resolución, e il suo campione, un colosso in vetro e metallo da 65 pollici, che alla base misura ben un metro e mezzo. Dettagli, profondità e brillantezza raggiungono un livello altissimo e vanno a comporre immagini così realistiche che viene il dubbio che la realtà stessa non possa essere altrettanto definita.
Quello che rende il Panasonic speciale rispetto agli altri tv 4k sono gli ingressi hdmi 2.0 e DisplayPort 1.2, necessari per esprimere l’ultrarisoluzione al massimo del suo potenziale. Ma il difetto più grande di questo schermo è che arriva in largo anticipo rispetto ai tempi: i contenuti 4K live e cinematografici non sono ancora pronti né su smart tv né su disco (e non è chiaro quando lo saranno). Le prestazioni del 3D attivo sono superbe, ma il nero del LED non è paragonabile a quello di un plasma, men che meno di un oled.


domenica 11 maggio 2014

Focus - Murdoch studia la Sky Europe con Italia, Inghilterra e Germania



Rupert Murdoch, il magnate dei media passato attraverso lo scandalo delle intercettazioni comprate dai giornalisti di alcune sue testate e che ha da poco divorziato da Wendi Deng, studia un riassetto della sua News Corp che potrebbe toccare gli equilibri di Sky.

Una pay tv europea che ruoterebbe attorno alla BSkyB, di cui Murdoch ha il 39%, cui conferire per 10 miliardi di euro, inclusivi di un premio, il 100% di Sky Italia e il 50% di Sky Deutschland in mano alla sua Fox. Ai 15 milioni di abbonati di BSkyB si unirebbero gli 8,5 milioni tedeschi e italiani per creare un colosso paneuropeo. Il progetto consentirebbe anche di fare ordine nel gruppo. Da una parte un gigante europeo delle reti satellitari, dall'altra l'entertainment, il cavo, le produzioni e gli studi cinematografici, una mossa che piace agli investitori e che è stata anticipata dal Financial Times.

Fonti a conoscenza del progetto rivelano al quotidiano della City che Murdoch starebbe «esplorando» il progetto, ancora in «nelle fasi iniziali di valutazione», della piattaforma unica che potrebbe rivoluzionare gli equilibri dei diritti tv. L'operazione non sarebbe imminente. Altre fonti, sentite dall'agenzia Bloomberg, riferiscono invece che le società sono in contatto da mesi e che l'operazione potrebbe essere annunciata in estate, anche se le parti potrebbero anche non raggiungere un accordo. L'operazione valuterebbe il 50% di Sky Deutschland in tre miliardi di euro, mentre il valore del 100% di Sky Italia sarebbe stimato in cinque miliardi. No comment da Fox, BSKyB e Sky Deutschland.

Il riordino del gruppo fa seguito ai tentativi, fra il 2010 e il 2011, della Fox di Murdoch di prendere il pieno controllo di BSkyB, fallito per l'opposizione politica suscitata dalle accuse secondo cui i giornalisti di alcuni giornali popolari britannici del gruppo avevano ottenuto dalla polizia accesso alle telefonate dei vip.

La stessa Fox, del resto, è il risultato della decisione, lo scorso anno, di separare le attività nell'entertainment dai giornali e dalle altre attività editoriali. Ed è da anni che il management studia l'ipotesi di combinare le attività sul satellite. «Non è un segreto che pensiamo che le emittenti Sky siano forti insieme», ha detto James Murdoch, il più giovane dei figli dell'83enne magnate.

Samsung S5 non piace, il capo del settore design da le sue dimissioni


Fin dalla sua presentazione ufficiale al MWC di Barcellona abbiamo seguito l’evoluzione sul mercato di Samsung Galaxy S5, lo smartphone top level della casa coreana. Tralasciando l’enorme fetta di mercato che spiega il suo favore dalla parte di Cupertino, alcune note dolenti sul prodotto sono arrivate per quanto riguarda il suo design. Arriva oggi la notizia che il responsabile del design mobile Samsung Chang Dong-hoon rassegna le priprie dimissioni.

Sarà forse nella forma mentis orientale “punire se stessi” per aver fallito il proprio incarico, o saranno state delle pressioni dai piani alti a costringere Chang Dong-hoon a lasciare l’azienda, fatto sta che Samsung ha accolto le dimissioni del suo responsabile provvedendo tempestivamente alla sua sostituzione con il VP Lee Min-hyouk, il più giovane dirigente presente in azienda.

Oggetto principali delle critiche, e spesso delle bocciature complete del device, è sicuramente lo chassis in plastica. Benché il materiale di costruzione sia da sempre presente nei device Samsung, nel caso particolare di Galaxy S5 conferisce un aspetto particolarmente economico al device svalutandolo di molto.

In particolare i fori sul retro dello chassis, come riportato dal Wall Street Journal, fanno assomigliare il device ad un cerotto o ad un rullo trasportatore. Tutti commenti non proprio entusiasti.

I prossimi device Samsung, dato il nuovo responsabile, saranno completamente rivoluzionati o manterranno questa linea guida?

sabato 3 maggio 2014

Google continua a testare le sue auto senza pilota nelle strade

Abbiamo visto negli ultimi anni come Google stia continuando ad investire ingenti somme di denaro nella realizzazione di progetti innovativi per il futuro, che dovrebbero portare alla creazione di strumenti volti a migliorare e semplificare la vita delle persone, offrendo strumenti decisamente interessanti.

Uno di questi progetti, avviato già da alcuni anni, riguarda la produzione di auto made in Mountain View che si guidano da sole, un progetto certamente ambizioso che, tuttavia, continua a fare importanti passi in avanti come dimostra il recente aggiornamento di Google che ha mostrato il funzionamento di queste auto nelle strade trafficate.

Google ha infatti confermato di aver svolto una serie di test su strada che hanno portato queste auto che si guidano da sole nelle strade trafficate delle città, riuscendo a muoversi senza problemi e senza causare alcun tipo di incidente.

Fino ad oggi queste auto hanno percorso circa 700.000 miglia senza il controllo degli esseri umani, e gli sviluppatori continuano a lavorare per migliorare ulteriormente l'esperienza di vita.

Per i futuri sviluppi del progetto, l'obiettivo di Google è quello di migliorare ulteriormente la guida di queste auto tenendo in considerazione ogni variabile data dalla guida in una città trafficata, considerando incidenti, traffico, l'attraversamento da parte dei pedoni e molto altro ancora.

Ubuntu per Android non sarà più sviluppato da Canonical

Alcuni arrivano, altri se ne vanno. Ubuntu per Android, il progetto per portare sui dispositivi col robottino verde un desktop completo, è ufficialmente da considerare morto. Ne dà conferma Canonical, l’azienda che sviluppa Ubuntu, per la quale il progetto non è più una priorità.

La notizia ha avuto origine grazie ad un bug su Launchpad, dove è presente il sistema di bug tracking di Canonical. Matthew Paul Thomas, dipendente di Canonical, ha scritto che

[Il sito] descrive Ubuntu per Android come “la funzionalità must-have per gli smartphone Android di fascia alta del tardo 2012?. Ubuntu per Android non è più in sviluppo, quindi questa pagina dovrebbe essere rimossa, insieme con [la sezione delle funzionalità].”

La discussione con altri dipendenti di Canonical ha portato ad una conferma dell’abbandono del progetto. D’altronde, per quanto l’idea potesse essere interessante, è sempre stata destinata ad una nicchia di persone. Per di più, la necessità di avere un produttore partner ha di fatto tagliato le gambe a Ubuntu per Android.

Finché, quindi, l’azienda non troverà un partner con cui mettere a frutto lo sviluppo, considererà il progetto in stato di fermo e non lo svilupperà ulteriormente. Una scelta saggia che le permetterà di concentrare maggiori risorse su Ubuntu Touch, che tutti stiamo aspettando con ansia.

mercoledì 16 aprile 2014

Telecom Italia promette la fibra ottica entro il 2016

In molte occasioni è stato ribadito come, lo sviluppo di internet e la copertura sempre maggiore di connessioni più veloci siano indispensabili per uno sviluppo del territorio, offrendo principalmente ai consumatori e alle aziende la possibilità di navigare in maniera rapida, un obiettivo che troppo spesso nel nostro paese è stato messo da parte rispetto ad altri territori della stessa Europa.

L'operatore di telefonia Telecom Italia, tuttavia, continua il proprio impegno nel migliorare e ampliare la copertura della fibra ottica, e proprio in occasione della presentazione ufficiale delle reti a banda ultra larga nella città di Bologna, l'azienda ha confermato nuovi investimenti nel prossimo futuro che consentiranno, entro il 2016, a fornire una copertura per la metà della popolazione del nostro paese.

Al momento la fibra ottica di Telecom Italia ha raggiunto 54 città d'Italia, fornendo una velocità di connessione fino a 30 Megabit al secondo.

Grazie ai recenti investimenti e ad un progetto avviato circa un anno fa che ha ridotto costi, tempi e impatto sulla città, Telecom Italia ha già utilizzato circa 550Km di cavi in fibra ottica che forniscono l'accesso alla rete ultra veloce a circa 350.000 cittadini.

Ciò è reso possibile dagli investimenti, previsti dall'azienda, pari a 3.5 miliardi di euro entro tre anni, per fornire agli utenti l'accesso a servizi internet di alta qualità.

Un importante impegno di Telecom Italia è previsto anche per la rete mobile, con la copertura 4G che ha già raggiunto 689 comuni parti a circa il 51% della popolazione, e un traguardo previsto dell'80% entro il 2016.

martedì 15 aprile 2014

Rai ed Eutelsat per il primo documentario in Ultra HD e 4K




'Roma, Napoli, Venezia... in un crescendo rossiniano'', il nuovo documentario girato in Ultra HD/4K da Rai Strategie Tecnologiche in collaborazione con Eutelsat, è stato presentato oggi per la prima volta a Roma, presso la sede Rai di Viale Mazzini. Diretto dalla regista Lina Wertmüller, l'opera sfrutta l'eccezionale qualità delle immagini 4K per mostrare il patrimonio artistico e culturale di tre città italiane: Roma, Napoli e Venezia.

L'obiettivo della collaborazione tra Rai ed Eutelsat è valorizzare le nuove tecnologie di ripresa e produzione in 4K, innovativo standard che offre una definizione quattro volte superiore a quella dell'attuale Alta Definizione e che è pronto a rivoluzionare l'esperienza di visione. Eutelsat, inoltre, ha annunciato che il documentario verrà trasmesso sul suo canale satellitare sperimentale in Ultra HD.

Intervenendo alla conferenza stampa a Roma, l'AD di Eutelsat Italia, Renato Farina, ha confermato che "Eutelsat continuerà a mettere in campo l'esperienza e le risorse per favorire l'evoluzione dell'Ultra HD ad ogni livello della catena di produzione e trasmissione. Dopo aver lanciato il primo canale europeo in Ultra HD via satellite, a gennaio 2013, abbiamo collaborato con i principali player del settore per supportare il 4K. La nostra partnership con Rai riflette questa strategia e arricchisce la library dei contenuti con un'opera eccezionale, offrendo agli spettatori un'esperienza di visione totalmente immersiva".

Il Direttore Strategie Tecnologiche Rai, Luigi Rocchi, ha dichiarato: "L'iniziativa si inquadra nel percorso di innovazione tecnologica che il Vertice Rai ha posto tra gli obiettivi prioritari dell'Azienda e nell'attività di sperimentazione tecnologica di nuovi sistemi di ripresa con contenuti d'autore".

giovedì 3 aprile 2014

TivùSat: 2,1 mln di smart card attive a marzo 2014

Alla fine del primo trimestre del 2014 la piattaforma satellitare TivùSat ha tagliato il traguardo di 2 milioni e 104 mila smart card attivate. 1,753 di famiglie italiane, dal luglio del 2009 ad oggi, per vedere la tv in chiaro hanno adottato la piattaforma alternativa al digitale terrestre. Così ha dichiarato oggi Luca Balestieri, presidente di Tivù srl, che in TivùSat mette in un solo consorzio Rai (48,16%), Mediaset (48,16%), Telecom Italia Media (3,5%), Confindustria Radio Tv (0,09%) e Aeranti-Corallo (0,09%).

«Anche il primo trimestre 2014 – ha spiegato Balestrieri al Velino – conferma un trend positivo, ininterrotto da quando nel 2009 TivùSat è nata. Abbiamo dato alla televisione gratuita un ulteriore importante canale di diffusione, rispondendo ad una esigenza delle famiglie e offrendo un’opportunità agli editori televisivi, nella composizione della cui audience TivùSat comincia a contribuire con numeri significativi. Ci siamo allineati alle esperienze dei principali Paesi europei, come il Regno Unito o la Francia; e proprio questi esempi europei ci danno l’indicazione – ha concluso – che abbiamo spazi per crescere ancora».

L’incidenza del numero di famiglie TivùSat sul numero di famiglie italiane è in media del 7%. E su base regionale varia dal 3,41% del Trentino Alto Adige al 14,96% della Calabria. Le regioni che registrano livelli di penetrazione più elevati sono la Calabria, nella quale il 15% delle famiglie ha scelto TivùSat, il Molise (14,1%), la Liguria (13,6%), la Valle d’Aosta (13,2%), la Basilicata (12,4%) e la Sicilia (10,4%).Guardando alle province, invece, in testa alla classifica troviamo Crotone e Imperia (21% delle famiglie), Agrigento (20%), Savona (18%), Cosenza (17%), Enna (17%), La Spezia (17%) e Olbia-Tempio (16%),Verbano-Cusio-Ossola (14%), Nuoro (14%), e Isernia (14%). L’incidenza maggiore si ha naturalmente in quelle regioni e in quelle province che per configurazione orografica o per disservizi tecnici presentano maggiori difficoltà di copertura del segnale digitale terrestre.

TivùSat ha un bouquet di 62 canali tv (alcuni anche in alta definizione, sia nazionali sia internazionali e locali); e 32 canali radiofonici. Tra i canali tv quelli Rai, Mediaset, La7, Real Time e DMax (Discovery), Cielo (Sky Italia), Deejay tv (L’Espresso), TV2000, i canali del gruppo LT Multimedia, quelli del gruppo Class, QVC e Home Shopping Europe. Spazio inoltre alle più importanti emittenti internazionali (tra queste BBC, Euronews, France 24, TV5 Monde, Deutsche Welle, Bloomberg, Al Jazeera, CCTV News, NHK). Qui si può scorrere tutta la lista dei canali trasmessi su TivùSat con numerazioni e frequenze.

Un bouquet di canali gratis, ricevibile da tutti con una parabola orientata su Eutelsat 13° Est, un decoder o CAM con bollino TivùSat e una smart card distribuita solo in bundling (cioè acquistabile solo con il decoder compatibile) ed attivabile in pochi minuti, che non offre però la stessa offerta tv nazionale e locale del digitale terrestre.